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	<title>Utc Favignana</title>
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	<description>Il turismo e la storia della regione Sicilia</description>
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		<title>L&#8217;isola di San Pantaleo</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 14:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zabibbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’isola di San Pantaleo è ubicata nel famoso “Stagnone” di Marsala, nella provincia trapanese. Lo “stagnone” è la laguna più vasta della Sicilia caratterizzata da acque particolarmente basse ed è circondata, oltre che dall’isola di San Pantaleo, anche dall’Isola Grande, Santa Maria e Schola. San Pantaleo si estende per circa &#8230;<p><a href="http://www.utcfavignana.it/2011/07/17/lisola-di-san-pantaleo/" class="more-link"><span>Leggi di piú (opzionalel) &#8594;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utcfavignana.it/wp-content/uploads/2011/10/sanpantaleo.jpg" alt="porto cervo" title="San Pantaleo" width="300" height="201" class="alignleft size-medium wp-image-37" /><strong>L’isola di San Pantaleo è ubicata nel famoso “Stagnone” di Marsala, nella provincia trapanese. Lo “stagnone” è la laguna più vasta della Sicilia caratterizzata da acque particolarmente basse ed è circondata, oltre che dall’isola di San Pantaleo, anche dall’Isola Grande, Santa Maria e Schola. San Pantaleo si estende per circa quarantasei ettari e presenta una forma circolare e a causa dell’innalzamento del livello del mare degli ultimi anni molti resti archeologici oggi non sono più visibili. Attualmente San Pantaleo appartiene alla Fondazione Whitaker ed è possibile visitarla solo durante gli orari di apertura.</strong></p>
<h2>Un po’ di Storia</h2>
<p>Nel XII secolo a.C. l’isola fu interessata dalle esplorazioni dei Fenici che ne fecero una vera e propria base portuale, nel 241 a.C. a seguito della battaglia delle isole Egadi, San Pantaleo (o Mozia, come veniva chiamata in passato) passò nelle mani dell’Impero Romano così come tutta la Sicilia, fatta eccezione per Siracusa. Nell’XI secolo fu donata all’Abbazia di Santa Maria della Grotta e vi si insediarono i monaci di Palermo che le diedero il nome attuale di San Pantaleo; nel XVI secolo passò nelle mani dei Gesuiti e sul finire del Settecento fu ceduta al Notaio Rosario Alagna in qualità di Feudo. Durante i primi anni del Novecento, l’isola fu conquistata da Joseph Whitaker: un archeologo che, trasferendosi in Sicilia insieme alla sua famiglia, si era arricchito grazie alla produzione di marsala e che iniziò subito a promuovere i veri scavi archeologici che si svilupparono nel corso dei primi trent’anni del Novecento.</p>
<h2>Interessi Archeologici</h2>
<p>Fino agli anni trenta si misero in luce diversi reperti e zone archeologiche che oggi rappresentano uno dei punti maggiori di attrattiva per i turisti. Tra le varie scoperte, vennero alla luce il Santuario fenicio del Cappiddazzu, la Casa dei mosaici, Porta Nord, Porta sud e le diverse fortificazioni. La cinta muraria racchiude tutta l’isola e si estende per circa 2,5 Kilometri caratterizzata da blocci di pietra di diverse dimensioni e schegge di roccia. La Necropoli occupa la costa del settentrione ed è caratterizzata da una zona spianata che lasciano lo spazio alle tombe, ovvero fosse piccole contenenti il cinerario insieme a diversi oggetti del corredo funerario. Interessante è anche il Tofet, situato nella zona settentrionale e lungo circa sessanta metri,  ovvero il santuario punico – fenicio dove venivano lasciati e sepolti i resti combusti dei sacrifici.</p>
<p>Immagine: H20 Salt photo &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Marsala: un mare di vino</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 17:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zabibbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marsala è uno dei comuni con più alta densità di popolazione della Sicilia situato in provincia di Trapani. Molto famoso grazie all’evento storico che la vide protagonista dello sbarco dei Mille del 1860 e per la produzione del suo omonimo e famosissimo vino (Vino Marsala) grazie al quale da diversi &#8230;<p><a href="http://www.utcfavignana.it/2011/07/15/marsala-un-mare-di-vino/" class="more-link"><span>Leggi di piú (opzionalel) &#8594;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utcfavignana.it/wp-content/uploads/2011/10/marsala_weintrauben.jpg" alt="Grappolo d&#039;uva" title="Il vino di Marsala" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-33" /><strong>Marsala è uno dei comuni con più alta densità di popolazione della Sicilia situato in provincia di Trapani. Molto famoso grazie all’evento storico che la vide protagonista dello sbarco dei Mille del 1860 e per la produzione del suo omonimo e famosissimo vino (Vino Marsala) grazie al quale da diversi anni è considerata una vera Città del Vino. E’ caratterizzata da un ricco patrimonio sia paesaggistico che culturale, in quanto include anche la riserva marina delle isole dello Stagnone di Marsala.</strong></p>
<h2>Il Vino Marsala</h2>
<p>Trattasi di un vino liquoroso che si suppone sia nato intorno alla seconda metà del Settecento con l’arrivo di John Woodhouse il quale approdò al porto della città. John Woodhouse ed il suo equipaggio ebbero la possibilità, quindi, di gustare il vino tipico del luogo e ne furono entusiasti. Importandolo in Inghilterra , ebbe un tal successo che rientrò in Sicilia ed iniziò una vera e propria commercializzazione internazionale. La tecnica di invecchiamento utilizzata dalle persone del luogo è denominata “in perpetuum” e consiste nel riempire le botti contenenti una parte di vino consumato nell’anno con del vino nuovo in modo da mantenerne le stesse caratteristiche. La peculiarità di questo vino è data proprio dal gusto liquoroso  e si suddivide in varie categorie in base a tre caratteristiche peculiari: colore, residuo zuccherino e la caratteristica produttiva. In base al colore troviamo il vino oro, ambra o rubino; in base al residuo zuccherino abbiamo il secco, semisecco e dolce; in base, infine, al processo produttivo, distinguiamo il fine, superiore, superiore riserva, vergine, vergine riserva che indicano gli anni di conservazione del vino stesso.</p>
<h2>Le Cantine Florio</h2>
<p>Nel 1833 Vincenzo Florio fondò le omonime cantine producendo a Marsala stesso l’omonimo vino. I primi anni di vita delle Cantine Florio non furono molto semplici sia a causa degli scarsi guadagni dovuti ad un’offerta di mercato ben più ampia rispetto alla domanda e sia a causa del fatto che la commercializzazione del prodotto era già avvenuta in precedenza. In periodo successivo, grazie alla massiccia flotta delle imbarcazioni mercantili dei Florio e alla sua organizzazione commerciale, il Marsala divenne il vino più diffuso da dessert in Europa e iniziò ad approdare anche negli Stati uniti confermando tutt’oggi la sua diffusione internazionale che ha portato la Sicilia sulle tavole di tutto il mondo.</p>
<p>Illustrazione: AndreaOiser &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Favignana : la perla del mediterraneo</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 13:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zabibbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Favignana è l’isola più importante del gruppo delle Egadi: un arcipelago costituito da tre isole principali e quattro più piccole situate nei pressi della costa d’occidente della Sicilia tra Trapani e Marsala. Si sviluppa su circa venti metri quadrati e ha una costa ricca di cavità e grotte interessanti e &#8230;<p><a href="http://www.utcfavignana.it/2011/07/12/favignana-la-perla-del-mediterraneo/" class="more-link"><span>Leggi di piú (opzionalel) &#8594;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utcfavignana.it/wp-content/uploads/2011/10/fdavignana.jpg" alt="Faro Favignana" title="Favignana" width="300" height="204" class="alignleft size-medium wp-image-30" /><strong>Favignana è l’isola più importante del gruppo delle Egadi: un arcipelago costituito da tre isole principali e quattro più piccole situate nei pressi della costa d’occidente della Sicilia tra Trapani e Marsala.<br />
Si sviluppa su circa venti metri quadrati e ha una costa ricca di cavità e grotte interessanti e la sua caratteristica è l’abbondanza di capre su di essa, non a caso in passato veniva chiamata “Auegusa” che dal greco significa proprio capra. Ha un clima molto mite grazie al Favonio (da qui il nome Favignana): un vento di ponente caldo.</strong></p>
<h2>Un po’ di storia</h2>
<p>L’isola di Favignana è caratterizzata da tracce risalenti già alla preistoria. Tucidide la cita come zona conquistata dai Fenici e presenta resti di un cimitero risalente al paleocristiano. All’inizio dell’anno mille i Normanni realizzarono su di essa un robusto villaggio e due fortificazioni importanti: il Forte di San Giacomo e un secondo di Santa Caterina per poi arrivare all’epoca angioina in cui furono create le due tonnare. Infatti oggi Favignana è conosciuta proprio per la sua antica tradizione dedicata alla pesca, oltre che per le sue cavità di tufo e le grotte. Oggi la Tonnara, dopo un lungo periodo di restauro terminato all’incirca due anni fa, è aperta al pubblico ed è possibile visitarla gratuitamente con l’ausilio dell’esperienza raccontata da vecchi pescatori del posto.</p>
<h2>Favignana e la natura</h2>
<p>All’inizio degli anni novanta fu istituita la riserva naturale delle Egadi costituendo l’area marina protetta più grande e Favignana, ovviamente, ne fa parte.<br />
L’sola si presenta abbastanza spoglia ed è caratterizzata dalla presenza della gariga e della tipica macchia del mediterraneo. La prima è un’associazione vegetale caratterizzata da cespugli e arbusti spinosi estesi su rocce calcaree, la seconda è uno dei principali ecosistemi del mediterraneo caratterizzato da una forma vegetale particolare costituita da foglie piccole, lucide, coriacee e di altezza media.<br />
Nella zona situata ad est ritroviamo molteplici giardini, curati proprio all’interno delle cavità di tufo. Tante sono le spiagge raggiunte da turisti di ogni parte del mondo, tra cui ricordiamo: Cala Azzurra, Cala Rossa, Cala Rotonda, Cala Grande, La Plaia, Punta Longa e tante altre talvolta caratterizzate da sabbia pura e altre da sabbia e scogli nonché vere e proprie scogliere.</p>
<p>Immagine: antonio22 &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le Eolie</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 09:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zabibbo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le isole Eolie costituiscono un arcipelago che si distribuisce nella parte nord della costa siciliana: nel mar Tirreno; sono isole di origine vulcanica, infatti due di esse, Vulcano e Stromboli, sono tutt’oggi vulcani attivi. Il nome Eolie deriva da Eolo, dio dei venti: secondo la mitologia greca, Eolo, prevedeva le &#8230;<p><a href="http://www.utcfavignana.it/2011/07/11/le-eolie/" class="more-link"><span>Leggi di piú (opzionalel) &#8594;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utcfavignana.it/wp-content/uploads/2011/10/eolie.jpg" alt="lipari" title="Eolie" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-27" /><strong>Le isole Eolie costituiscono un arcipelago che si distribuisce nella parte nord della costa siciliana: nel mar Tirreno; sono isole di origine vulcanica, infatti due di esse, Vulcano e Stromboli, sono tutt’oggi vulcani attivi. Il nome Eolie deriva da Eolo, dio dei venti: secondo la mitologia greca, Eolo, prevedeva le condizioni metereologiche attraverso l’osservazione della forma delle nubi che un vulcano attivo sbuffava, fattore molto utile ai pescatori che necessitavano di sapere in anticipo lo stato meteorologico per organizzare il loro operato. Da qui discende il mito del dio Eolo in grado di controllare i venti e quindi le nubi vulcaniche.</strong></p>
<h2>La storia</h2>
<p>I primi insediamenti umani si ebbero già dal 4000 a.C.: l’attrattiva era l’ossidiana: una sostanza vitrea di origine vulcanica molto ricercata proprio per essere il materiale più tagliente che gli uomini avevano a disposizione la quale favorì la nascita di grandi commerci tali da rendere prospere le isole stesse. A partire dal 3000 a.C. a Lipari nacque uno degli insediamenti più grandi del Mediterraneo  che ben presto raggiunse tutte le altre isole. Nel corso della storia vi sono vicende di rilievo che vedono le isole Eolie protagoniste: alcuni esempi sono risalenti al 260 quando furono luogo di guerra tra Cartaginesi e Romani, oppure quando nel 1544 un sultano degli ottomani, Solimano il Magnifico, inviò una flotta per aiutare la Francia attaccata dalla Spagna che approdò alle Eolie deportandone la popolazione. Nel tempo l’arcipelago fu occupato nuovamente da popoli spagnoli, siciliani e italiani divenendo luogo di estrazione di zolfo e allume.</p>
<h2>Aspetti geografici e geologici</h2>
<p>Le sette isole che compongono l’arcipelago delle Eolie sono disposte e forma di “Y” di fronte alla costa di Messina, rispettivamente troviamo: Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano. Sono sempre state oggetto di studio e di interesse geologico da parte di tutti coloro che le hanno esplorate. Stromboli, ad esempio, è un vulcano attivo che affascina geologi di tutto il mondo attraverso le sue eruzioni esplosive che si verificano con una frequenza di una ogni ora, nonché per le sue colate laviche che seguono un percorso ben delineato dalla struttura della montagna e quindi non pericolose per gli abitanti. Così come Lipari, l’isola maggiore dell’arcipelago che emerge dal mare come punta di un grande apparato vulcanico alto più di 1600 m e si sviluppa oltre 1000 m sotto il livello del mare.</p>
<p>Copyright: Nadia T. &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le Egadi</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 13:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zabibbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Isole Egadi]]></category>
		<category><![CDATA[Aegates]]></category>
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		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[storia isole egadi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le isole Egadi, anticamente conosciute con il nome Aegates, costituiscono un arcipelago formato da quattro isole minori e tre più consistenti situate a pochi chilometri dalla costa occidentale della Sicilia. Le isole sono interessate da un’area marina protetta che è la più vasta d’Europa. Le isole principali dell’arcipelago&#8230; &#8230; sono &#8230;<p><a href="http://www.utcfavignana.it/2011/07/09/le-egadi/" class="more-link"><span>Leggi di piú (opzionalel) &#8594;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utcfavignana.it/wp-content/uploads/2011/10/Egadi.jpg" alt="Il porto di Levanzo" title="Isole Egadi" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-23" /><strong>Le isole Egadi, anticamente conosciute con il nome Aegates, costituiscono un arcipelago formato da quattro isole minori e tre più consistenti situate a pochi chilometri dalla costa occidentale della Sicilia. Le isole sono interessate da un’area marina protetta che è la più vasta d’Europa.</strong></p>
<h2>Le isole principali dell’arcipelago&#8230;</h2>
<p>&#8230; sono Favignana, Levanzo e Marettimo oltre alla presenza di altre più piccole di cui alcune non superano l’ampiezza di uno scoglio. Per quanto riguarda il clima è di certo particolarmente mite caratterizzato da inverni non rigidi e da estati lunghe e molto calde. Le isole che compongono l’arcipelago, oltre a Favignana, Levanzo e Merettimo, sono l’isola di Maraone, di Formica, Isola Galera, la Galeotta, Fariglione, Isola Lunga ed infine l’isola di San Pantaleo.</p>
<h2>Cenni storici</h2>
<p>Le isole Egadi sono da sempre considerate un punto strategico importante per tanti popoli e tante sono state le battaglie attuate in passato per accaparrarsene il dominio, tra cui la più importante tra Romani e Fenici nel 241 a.C. Interessanti sono i reperti risalenti all’età preistorica soprattutto nella grotta del Genovese e Levanzo in cui vi sono numerosi graffiti risalenti al 9200 a .C. che testimoniano l’antica vita di un popolo dedito alla caccia e alla pesca del Tonno, nonché a rituali magici. Caratteristica è la grotta Perciata di Marettimo e la grotta della Bombarda, la prima ricca di stalattiti e stalagmiti, la seconda caratterizzata da boati particolari che crea il moto ondoso del mare.</p>
<h2>Itinerari Turistici</h2>
<p>Le Egadi sono oggi un’ambita meta turistica grazie alle sue numerose spiagge, scogli, calette e il bellissimo e incontaminato mare che le circonda. Nel periodo primaverile è possibile assistere alla tradizione della pesca del tonno molto interessante: si tratta di un procedimento cruento ma estremamente affascinante. Un altro itinerario turistico sempre affollato è di certo quello relativo all’estrazione del tufo dalle cave a cielo aperto. Una particolare e interessante meta è anche l’isola di Marettimo proprio per la capacità di accontentare ogni tipo di turista: è ricca infatti di grotte da esplorare e immersioni subacquee da fare per gli amanti del mare, oltre al fatto di essere soprattutto la meta di chi vuole allontanarsi dallo smog cittadino per immergersi in un vero e proprio paradiso incontaminato.</p>
<p>Foto: eldorado &#8211; Fotolia</p>
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		<title>In Sicilia per visitare la Magna Grecia</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 09:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Zabibbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Acropoli Atene]]></category>
		<category><![CDATA[Autonoleggio Palermo]]></category>
		<category><![CDATA[Magna Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Parco archeologico Segesta]]></category>

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		<description><![CDATA[La Sicilia è una terra ricca di storia e cultura, un vero e proprio patrimonio non solo italiano ma mondiale. Grazie ai collegamenti aerei raggiungere e spostarsi nell’isola è ora diventato semplice, se si considera anche la possibilità di ricorrere all’autonoleggio Palermo, Catania, Ragusa e Trapani sono infatti collegate a &#8230;<p><a href="http://www.utcfavignana.it/2011/07/07/in-sicilia-per-visitare-la-magna-grecia/" class="more-link"><span>Leggi di piú (opzionalel) &#8594;</span></a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.utcfavignana.it/wp-content/uploads/2011/10/Sizilien-300x200.jpg" alt="Il Tempio di Selinunte" title="La Magna Grecia in Sicilia " width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-6" /><strong>La Sicilia è una terra ricca di storia e cultura, un vero e proprio patrimonio non solo italiano ma mondiale. Grazie ai collegamenti aerei raggiungere e spostarsi nell’isola è ora diventato semplice, se si considera anche la possibilità di ricorrere all’autonoleggio Palermo, Catania, Ragusa e Trapani sono infatti collegate a molte destinazioni italiane ed europa.</strong></p>
<h2>La Magna Grecia</h2>
<p>Con il termine Magna Grecia (conosciuta in epoca romana come Magna Graecia) si identifica quella particolare area geografica dell’Italia meridionale che, in tempi antichi, venne colonizzata dai Greci. La Magna Grecia si estendeva nelle zone costiere di Salento, Basilicata, Campania, Calabria ionica e tirrenica, e naturalmente Sicilia. In questo contesto, in particolare, la Sicilia Greca ebbe un percorso storico affine, ma indipendente, rispetto a quello delle altre regioni della Magna Grecia. La prima colonia venne fondata a Zancle (l’odierna Messina) nel 756 a.C. dai Calcidesi, e nei decenni successivi i greci fondarono altre importanti colonie come Siracusa (734 a.C.), Catania (729 a.C.), Selinunte (650 a.C.), Gela (689 a.C.) e Naxos (635 a.C.).<br />
Fra le destinazioni turistiche più visitate nella Grecia Siciliana sono imperdibili la Valle dei Templi di Agrigento, seconda per importanza solo all’Acropoli di Atene, il parco archeologico di Siracusa e Segesta, dove si può ammirare il tempio dorico probabilmente meglio conservato di tutta la Sicilia e anche della Magna Grecia. </p>
<h2>Visitare la Sicilia Greca</h2>
<p>La Sicilia è la meta ideale per una vacanza di pochi giorni, di una settimana o anche più, e grazie al clima mite si può considerare una destinazione per tutto l’anno. Il modo migliore per raggiungere l’isola, per chi arriva da lontano, è un volo aereo da abbinare all’autonoleggio Palermo è il principale aeroporto dell’isola, collegato a molte destinazioni italiane ed europee. Altri importanti aeroporti sono quelli di Trapani, Catania e Ragusa, anche essi collegati con diverse città. Per quanto riguarda l’<a href="http://www.autonoleggio-online.it/Italia/Autonoleggio-Palermo.aspx">Autonoleggio Palermo</a> non rappresenta l’unica possibilità: tutti gli aeroporti siciliani, infatti, offrono al viaggiatore la possibilità di noleggiare autovetture adatte a tutte le esigenze. Oltre a questa opportunità, si possono trovare autonoleggi praticamente in tutte le località turistiche e nelle principali città dell’isola, sia appartenenti a catene internazionali che autonoleggi indipendenti.</p>
<p>Immagine: Ralf Gosch</p>
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