L’isola di San Pantaleo

porto cervoL’isola di San Pantaleo è ubicata nel famoso “Stagnone” di Marsala, nella provincia trapanese. Lo “stagnone” è la laguna più vasta della Sicilia caratterizzata da acque particolarmente basse ed è circondata, oltre che dall’isola di San Pantaleo, anche dall’Isola Grande, Santa Maria e Schola. San Pantaleo si estende per circa quarantasei ettari e presenta una forma circolare e a causa dell’innalzamento del livello del mare degli ultimi anni molti resti archeologici oggi non sono più visibili. Attualmente San Pantaleo appartiene alla Fondazione Whitaker ed è possibile visitarla solo durante gli orari di apertura.

Un po’ di Storia

Nel XII secolo a.C. l’isola fu interessata dalle esplorazioni dei Fenici che ne fecero una vera e propria base portuale, nel 241 a.C. a seguito della battaglia delle isole Egadi, San Pantaleo (o Mozia, come veniva chiamata in passato) passò nelle mani dell’Impero Romano così come tutta la Sicilia, fatta eccezione per Siracusa. Nell’XI secolo fu donata all’Abbazia di Santa Maria della Grotta e vi si insediarono i monaci di Palermo che le diedero il nome attuale di San Pantaleo; nel XVI secolo passò nelle mani dei Gesuiti e sul finire del Settecento fu ceduta al Notaio Rosario Alagna in qualità di Feudo. Durante i primi anni del Novecento, l’isola fu conquistata da Joseph Whitaker: un archeologo che, trasferendosi in Sicilia insieme alla sua famiglia, si era arricchito grazie alla produzione di marsala e che iniziò subito a promuovere i veri scavi archeologici che si svilupparono nel corso dei primi trent’anni del Novecento.

Interessi Archeologici

Fino agli anni trenta si misero in luce diversi reperti e zone archeologiche che oggi rappresentano uno dei punti maggiori di attrattiva per i turisti. Tra le varie scoperte, vennero alla luce il Santuario fenicio del Cappiddazzu, la Casa dei mosaici, Porta Nord, Porta sud e le diverse fortificazioni. La cinta muraria racchiude tutta l’isola e si estende per circa 2,5 Kilometri caratterizzata da blocci di pietra di diverse dimensioni e schegge di roccia. La Necropoli occupa la costa del settentrione ed è caratterizzata da una zona spianata che lasciano lo spazio alle tombe, ovvero fosse piccole contenenti il cinerario insieme a diversi oggetti del corredo funerario. Interessante è anche il Tofet, situato nella zona settentrionale e lungo circa sessanta metri, ovvero il santuario punico – fenicio dove venivano lasciati e sepolti i resti combusti dei sacrifici.

Immagine: H20 Salt photo – Fotolia

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