Le isole Eolie costituiscono un arcipelago che si distribuisce nella parte nord della costa siciliana: nel mar Tirreno; sono isole di origine vulcanica, infatti due di esse, Vulcano e Stromboli, sono tutt’oggi vulcani attivi. Il nome Eolie deriva da Eolo, dio dei venti: secondo la mitologia greca, Eolo, prevedeva le condizioni metereologiche attraverso l’osservazione della forma delle nubi che un vulcano attivo sbuffava, fattore molto utile ai pescatori che necessitavano di sapere in anticipo lo stato meteorologico per organizzare il loro operato. Da qui discende il mito del dio Eolo in grado di controllare i venti e quindi le nubi vulcaniche.
La storia
I primi insediamenti umani si ebbero già dal 4000 a.C.: l’attrattiva era l’ossidiana: una sostanza vitrea di origine vulcanica molto ricercata proprio per essere il materiale più tagliente che gli uomini avevano a disposizione la quale favorì la nascita di grandi commerci tali da rendere prospere le isole stesse. A partire dal 3000 a.C. a Lipari nacque uno degli insediamenti più grandi del Mediterraneo che ben presto raggiunse tutte le altre isole. Nel corso della storia vi sono vicende di rilievo che vedono le isole Eolie protagoniste: alcuni esempi sono risalenti al 260 quando furono luogo di guerra tra Cartaginesi e Romani, oppure quando nel 1544 un sultano degli ottomani, Solimano il Magnifico, inviò una flotta per aiutare la Francia attaccata dalla Spagna che approdò alle Eolie deportandone la popolazione. Nel tempo l’arcipelago fu occupato nuovamente da popoli spagnoli, siciliani e italiani divenendo luogo di estrazione di zolfo e allume.
Aspetti geografici e geologici
Le sette isole che compongono l’arcipelago delle Eolie sono disposte e forma di “Y” di fronte alla costa di Messina, rispettivamente troviamo: Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano. Sono sempre state oggetto di studio e di interesse geologico da parte di tutti coloro che le hanno esplorate. Stromboli, ad esempio, è un vulcano attivo che affascina geologi di tutto il mondo attraverso le sue eruzioni esplosive che si verificano con una frequenza di una ogni ora, nonché per le sue colate laviche che seguono un percorso ben delineato dalla struttura della montagna e quindi non pericolose per gli abitanti. Così come Lipari, l’isola maggiore dell’arcipelago che emerge dal mare come punta di un grande apparato vulcanico alto più di 1600 m e si sviluppa oltre 1000 m sotto il livello del mare.
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